Penultimo appuntamento con il diario di bordo del nostro amato Galilei.

Dopo avervi fatto entrare nel “dietro alle quinte” delle nostre prove, dopo numerosi spoilers che potreste aver recepito, dopo qualche foto volutamente fuorviante per i troppo curiosi durante i nostri allenamenti, abbiamo deciso di mostrarvi una versione speciale del nostro backstage. 

Lo scopo (da noi compreso) della categoria “diario di bordo” era, ed è tutt’ora, quello di mostrare il nostro “work in progress”, cioè la preparazione delle varie esibizioni dal punto di vista interno della Scuola. Abbiamo cercato, settimana dopo settimana, di farlo al meglio, ma questa volta vorremmo proporvi non solo il nostro personalissimo punto di vista da puri partecipanti alla manifestazione, ma anche quello di due altre componenti fondamentali del nostro Istituto, che, in qualche modo, anche involontariamente, influenzano la riuscita delle nostre esibizioni.

Abbiamo organizzato una breve intervista sul tema “Festival Studentesco” alla quale ha preso parte, non solo uno dei nostri partecipanti, Alessandro, ma anche un altro “curioso” soggetto: uno studente come noi, Samuele, che ha deciso di NON partecipare alla manifestazione. Probabilmente voi lettori vi starete chiedendo se esistono ancora veramente questi soggetti e cosa hanno a che fare con noi entusiasti partecipanti galileiani. In realtà, lo scopo di questo incontro/scontro tra mondi opposti è proprio quello di scoprire quali siano i diversi punti di vista sulla 48esima edizione, ma sempre dall’interno della nostra Scuola.

– SAMUELE, PERCHE’ NON PARTECIPI AL FESTIVAL? TI PIACEREBBE PARTECIPARE? ALESSANDRO, INVECE, PERCHE’ PARTECIPI? CHE “RUOLO” HAI QUEST’ANNO?
SAMUELE: “Personalmente non partecipo al Festival Studentesco, perché mi vergogno. Inoltre quello che so fare non rientra in alcuna categoria della manifestazione. Ma sicuramente non lo considero una perdita di tempo, anzi, dall’esterno sembra molto divertente.”
ALESSANDRO: “In quest’edizione sono iscritto a diverse categorie, ho collaborato al cortometraggio e aiuto tutt’ora un po’ in tutto. Lo faccio fondamentalmente perché sono in Quinta: ho pensato ogni anno di partecipare, poi mi sono sempre tirato indietro, poiché avevo altri impegni. Quest’anno mi ha convinto il fatto che molti aderenti a questa manifestazione siano della mia classe: sentendo i loro racconti, ho iniziato ad interessarmi. Sicuramente ha aiutato il fatto che l’anno scorso la scuola sia arrivata sul podio. Ho scoperto un mondo totalmente diverso e molto più divertente rispetto a quello che mi immaginavo. Mi fa piacere dare una mano.”

“Perché il Festival…”

-DA FUORI CREDI CHE CI SARA’ UN MIGLIORAMENTO ANCHE QUEST’ANNO?
SAMUELE: “Da quanto sento in giro per la Scuola le prove stanno procedendo discretamente bene, perciò credo (e spero per chi partecipa) che anche quest’anno ci sarà un miglioramento. Secondo me il vero problema per il Galileo sarà la prossima edizione, in quanto la maggior parte dei partecipanti di quest’anno è in Quinta.”
ALESSANDRO: “Anche sulla base dei risultati dello scorso anno sono molto felice, perché il punteggio elevato ha dimostrato che l’impegno viene sempre ripagato e che se ci si impegna di sicuro si ottiene quello che si merita: spero, e credo, che questo si realizzi anche quest’anno.”

– SECONDO TE IL FESTIVAL UNISCE LA SCUOLA?
SAMUELE: “In generale sì, però a mio parere la manifestazione favorisce in particolare i vari “gruppetti” già formati all’interno dell’Istituto.”
ALESSANDRO: “Sì, credo assolutamente che il Festival unisca la scuola. In realtà penso che lo spirito di squadra debba un po’ nascere da sé: se c’è il giusto feeling, si nota subito. conoscendosi meglio poi ci si rispetta di più e si crea un GRUPPO più unito. Da lì il gioco è fatto: a mio parere è il gruppo che vince e mai il singolo.”

“Il Festival no, perchè…”

– QUALI SONO I PUNTI DEBOLI DEL GALILEI?
SAMUELE: “Probabilmente il fatto che in una scuola così numerosa ci siano troppe poche persone che non vogliono fare nulla e che siano, in questi ultimi anni, sempre i soliti 100 a partecipare.”
ALESSANDRO: “Prima di tutto il fatto che siamo in pochi a partecipare: se fossimo in tanti avremmo un supporto maggiore in tutte le categorie e potremmo sviluppare meglio le nostre idee. Inoltre è dallo scorso anno che “ci siamo tirati fuori”, che abbiamo cambiato spirito: prima eravamo interessati e concentrati solo su alcune singole categorie.
A mio parere abbiamo anche tanti punti a nostro favore: siamo spensierati, non abbiamo nulla da perdere. Allo stesso tempo, però, ci crediamo, siamo in pochi a crederci, ma ci crediamo veramente, siamo tenaci e non molliamo mai.”

Samuele e le sue motivazioni

– QUALE SCUOLA È DA TEMERE?
ALESSANDRO: “Direi il Torricelli, come sempre. In particolare lo dico perché è la mia ex Scuola e conosco il pensiero condiviso tra gli studenti riguardo al Festival.”

Ecco Alessandro che esprime le proprie opinioni!

– COSA VORRESTI DIRE AI PARTECIPANTI DI QUEST’ANNO?
SAMUELE: “Rappresentateci bene!”
ALESSANDRO: “Impegniamoci tutti insieme, puntiamo sullo spirito di gruppo, perché ormai possiamo competere con qualsiasi altra Scuola.”

L’intervista si è conclusa con una “particolare” aggiunta: abbiamo posto una sola ed essenziale domanda ad una rappresentante del corpo docente della nostra Scuola, altra componente fondamentale del nostro Istituto, che in qualche modo influenza l’esito delle nostre esibizioni finali nella manifestazione. La professoressa ci ha gentilmente chiesto di rimanere anonima, perciò verrà qui chiamata semplicemente “Prof.”

– PROF. COSA NE PENSA DEL FESTIVAL STUDENTESCO?
PROF.: “Trovo che il Festival sia una bella manifestazione, in grado di unire molto i vari studenti partecipanti. Ho notato soprattutto un aumento nella partecipazione e nell’impegno in questi ultimi anni. Non posso che esprimermi favorevolmente rispetto alla manifestazione, ma come sottolineano spesso anche i miei colleghi, va ricordato ai partecipanti che la Scuola dovrebbe sempre venire al primo posto.”